Banconote minacciate dagli Smartphone

By AleStranieri • on dicembre 12, 2011 • Filed under: Economia, Tecnologia

Già in articoli precedenti ho analizzato e descritto le tecnologie che permettono di effettuare pagamenti elettronici (in America sono divenuti una pratica diffusa ) come Square o Google Wallet.

Ho anche seguito – specie nell’ultimo biennio- alcuni convegni sul tema del Mobile Payment. Ne ho dedotto che  in Italia  tale pratica  è scarsamente diffusa molto probabilmente per una sorta di pigrizia culturale. Difatti, i meccanismi legati ai pagamenti elettronici, pur se di molto semplificati- richiedono comunque una certa dimestichezza nell’uso di Smartphone- a esempio-e/o altri strumenti utili in tal senso.

Recentemente ho letto due articoli che hanno rinnovato il mio interesse  in merito ai  suddetti pagamenti elettronici.

Il primo sul “Corriere della Sera“, il secondo sul “Il fatto quotidiano“.

Nel primo articolo viene analizzata la possibilità di tassare l’impiego di moneta cartacea per incentivare l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento in modo tale da rendere tracciabili tutti i movimenti bancari, al fine, soprattutto, di  combattere le evasioni fiscali ed anche i furti minori.  “Ovviamente scrive l’articolista- bisognerebbe prevedere che i ceti più penalizzati si ritrovino compensati con una minor tassazione. In poco tempo emergerebbe tutto il sommerso e il nostro PIL potrebbe aumentare del 20%, tranquillizzando gli operatori finanziari; anche perché le maggiori entrate fiscali andrebbero ad aumentare il nostro avanzo primario e magari si riuscirebbe ad attuare quella riforma fiscale di cui si parla da 20 anni. Consideriamo poi che un maggior utilizzo della moneta elettronica determina lo sviluppo di carte prepagate e quindi una crescita per l’economia. Riducendo la circolazione del contante, con ogni probabilità, sparirebbero anche i furti alle pompe di benzina, alle casse dei supermarket, ai portafogli. E’ chiaro, però, che deve diminuire il costo delle transazioni in considerazione del maggior volume di pagamenti elettronici, come succede negli Stati Uniti-”

Il secondo articolo si ricollega solo  in qualche passo a quanto  scritto dalla Gabanelli sul “Corriere della Sera”; ne “Il Fatto Quotidiano” è sottolineata con un certo interesse la proposta del neo-premier Monti (vietare l’uso del denaro contante per somme superiori  una cifra in via di definizione)  che, forse, metterebbe l’Italia in linea con quanto avviene in America dove- come anticipato- i pagamenti elettronici sono ormai una realtà consolidata.

Inoltre sulla rete si sente molto parlare del Micro Chip Mondex, che verrebbe impiantato nella mano destra dei potenziali clienti, permettendoloro il pagamento di qualunque somma di denaro con il semplice transito della mano su un apposito apparecchio ricevitore. Mastercard- come si sa-  ha investito molto su questo progetto.

Detto questo, qualche dubbio non può non sollecitarci; ovvero:Siamo certi che  ciò di cui abbiamo finora parlato non  produca  alcune concentrazioni di potere  egemonico nelle mani di possibili élite del settore? Le malelingue non mancano mai, e io per non sembrare  reticente, e volendo accontentare anche chi  sostiene  complotti e misteri,  consiglio il seguente video:

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