Mobile Payment: l’Italia ancora allo stato embrionale
Quali sono le tendenze degli italiani nei confronti delle tecnologie che permettono di effettuare pagamenti a distanza attraverso rete cellulare con l’impiego del credito telefonico (Mobile Remote Payment)? La risposta a questa domanda ha cercato di darla l’Osservatorio Nfc & Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano il 20 gennaio in un’interessante conferenza al Politecnico di Milano, all’interno del Campus di Bovisa.
Dall’esposizione di Filippo Renga, responsabile del centro di ricerca, emerge un dato importante: il 42% degli Italiani è molto interessato ai pagamenti attraverso il cellulare, anche se questa percentuale non corrisponde ad un effettivo utilizzo di questo metodo di pagamento, dovuto per lo più alle applicazioni, ancora in uno stato alpha embrionale.
Le applicazioni di mobile remote payment attive in Italia sono 26, considerando anche quelle che riguardano la tecnologia “contactless payment” (http://www.tomshw.it/cont/news/dal-2010-pagamenti-di-prossimita-col-cellulare/23366/1.html).
Secondo l’Osservatorio del Politecnico, gli SMS rimangono il meccanismo di pagamento più usato, principalmente per la sosta ai parcheggi (42%), pagamenti nel settore dell’intrattenimento (17%), ricariche telefoniche (14%), inoltre sono aumentati anche i servizi per il pagamento dei trasporti pubblici e per donazioni benefiche. A Milano per esempio dovrebbe essere attivato da ATM a breve (se le promesse vengono mantenute) un servizio di mobile ticketing per l’acquisto di biglietti con il telefono cellulare. Il servizio si basa sulla tecnologia radio a corto raggio NFC (Near Field Communication), integrata all’interno del telefonino.
Nonostante questi segni positivi, l’Italia risulta ancora indietro se si guarda la situazione all’interno di un contesto globale: nel resto del mondo le cose sono un po’ diverse, tra le 219 applicazioni analizzate, risulta che l’81% utilizzi il mobile remote payment e il 15% contactless payment e che il 25% delle persone che esegue pagamenti virtuali utilizza il credito telefonico.
I limiti di quest’affascinante tecnologia sono soltanto l’attuale inadeguatezza dei cellulari maggiormente usati e la disinformazione degli esercenti che hanno timore di poter subire delle truffe o di commettere errori.
Infine, secondo le previsioni effettuate, grazie ai cellulari di nuova generazione che arriveranno sul mercato, nel 2012 il 20% degli italiani utilizzerà la tecnologia mobile remote payment per effettuare la maggior parte delle transizioni.
Quale sarà il futuro della moneta quindi? Lo scopriremo alla serata al Dal Verme di domani?

Non mi stupisco di tale rapporto… siamo scettici!
Abituati a scoprire nuove frodi tutti i giorni, grazie anche ad alcuni programmi TV, credo che l’italiano medio preferisca diffidare delle novità… non ama entrare in un campo a lui sconosciuto!
Bisogna dare tempo per guadagnare la fiducia del prossimo. Della televisione era stato detto che sarebbe stata un fenomeno passeggero… la corrente alternata di Tesla non si sarebbe dovuta usare… invece.