I soldi non servono più
Scambi senza moneta. La fine della divisione dei compiti. Il terziario vincente. Così crisi dei merecati e nuovi mezzi di informazione cambiano il volta del capitalismo.
[...] A mano a mano che le attività produttive si rivolgono a beni immateriali fuori del mercato, la funzione della moneta viene in qualche modo messa in discussione. Sembra strano che questo avvenga quando, negli Stati Uniti, più di un ventesimo della popolazione lavora nel settore finanziario e dappertutto la finanza ha assunto un ruolo dominante nell’economia.
Il fatto è che è proprio la diffusione delle prestazioni e la loro sorprendente intensificazione nel tempo (spesso transazioni mutimiliardarie si compiono in meno di un secondo) che ha dapprima reso necessario il ricorso a forme paramonetarie, come la carta di credito: e poi, sempre più diffusamente e frequentemente, a transazione dirette, non monetarie, come – sorprendetemente – il baratto.
Nella economia teorica il baratto non gode di buona stampa. E’ considerato, e per molto tempo lo è stato veremente, una forma rozza di scambio, la cui maggiore difficoltà stava nella pratica impossibilità di renderlo accessibile a una vasta comunità di contraenti.
Ora internet può facilmente realizzare questa condizione di informazione universale, il baratto è ridiventato una forma di scambio avanzata. Secondo uno dei maggiori esperti finanziari europei, Bernard Lieter, una degli architetti dell’euro, il baratto è ormai in uso su vasta scala in 200 paesi, con un volume di transazioni compreso tra 800 miliardi e 1,2 trilioni di dollari: un’area in rapida estensione. [...]
di Stefano Vergine
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